Sanificazione

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La “sanificazione” comprende, oltre alle operazioni di pulizia, anche le operazioni di disinfezione e risciacquo.

La disinfezione comporta la distruzione mirata dei microrganismi patogeni anche se non assicura l’eliminazione della totalità dei microrganismi.

Ad esempio le spore batteriche, i micobatteri, molti virus sono resistenti alla maggior parte dei disinfettanti.

Nelle operazioni di sanificazione rientrano anche gli interventi di disinfestazione e derattizzazione atti ad allontanare o eliminare animali infestanti e parassiti dagli ambienti.

La sanificazione non deve essere una attività di carattere straordinario ma una procedura di tipo ordinario in ambienti di lavoro, impianti del settore alimentare, strutture ricettive, scuole e ospedali.

In questi ambienti, infatti, non ci si può limitare a una pulizia ordinaria ma è necessario applicare opportuni interventi di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione che rendano gli ambienti salubri e privi di alti rischi di contaminazione.

A tal proposito è necessario sottolineare che in alcuni casi, oltre la sanificazione, è necessario ottenere la “sterilizzazione” (ospedali, cliniche, centri per anziani, industrie alimentari).

Questo termine indica l’eliminazione di ogni forma vitale vegetativa, delle spore e dei virus.

La sterilità è un concetto assoluto e pertanto non si possono usare termini come “quasi sterile”, in quanto la presenza di anche una sola cellula microbica annulla la sterilità.

Premesso che per ogni ambiente è necessario predisporre le corrette procedure di sanificazione e, qualora necessario le procedure per garantire la sterilità, è possibile elencare le principali fasi per una corretta sanificazione degli ambienti.

1. Pulizia: asportazione dello sporco visibile mediante l’uso di detergenti. Detergenti acidi hanno la capacità di rimuovere lo sporco secco come calcare, ruggine, calce. Detergenti alcalini o basici sono solventi dello sporco grasso. In alcuni casi, per evitare di rovinare superfici delicate si ricorre a detergenti neutri, ad esempio applicati nella pulizia dei pavimenti.

2. Disinfezione: consiste nell’applicazione di prodotti disinfettanti, quasi sempre di natura chimica, che sono in grado di ridurre moltissimo la carica batterica presente su oggetti e superfici.

3. Risciacquo: necessario per eliminare detergenti e disinfettanti. Bisogna sempre ricordare che tali prodotti sono comunque considerati contaminanti chimici per cui il risciacquo è fondamentale per evitare problemi di contaminazione chimica. Alcuni formulati non richiedono il risciacquo del prodotto.

A queste fasi possono essere integrate le operazioni di pest-control o disinfestazione che in genere si intersecano fra la pulizia e la disinfezione degli ambienti.

L’ozono, forma allotropica dell’ossigeno, è una sostanza conosciuta principalmente per il suo importantissimo ruolo nell’equilibrio ecologico, in quanto assorbe la maggior parte delle radiazioni ultraviolette provenienti dal sole, impedendo loro di raggiungere la superficie terrestre.

È un gas instabile con un elevatissimo potere ossidante, secondo solo al fluoro che per la sua tossicità non può trovare utilizzo. L’ozono grazie al suo potere ossidante, a seguito di saturazione dell’ambiente e dopo soli 15/20 minuti è in grado di eliminare il 99,98% dei microrganismi presenti comprese muffe, e alcuni parassiti come gli acari.

Inoltre è in grado di abbattere i cattivi odori all’interno dell’ambiente.

L’ozono, essendo instabile, viene prodotto sul posto da generatori in grado di saturare gli ambienti. Attualmente questa tecnologia trova applicazione soprattutto nel settore sanitario ma sta prendendo piede anche in altri settori come quello alimentare.

Non è semplice riconoscere una infestazione, o comunque non è una cosa immediata poiché nell’ambiente che ci circonda abbiamo la possibilità di essere punti da diverse tipologie di insetti e le lesioni cutanee non sono così specifiche per indicarci l’infestazione, che però possiamo desumere da alcune caratteristiche:



per prima cosa ricordiamo che le punture non sono dolorose, ed è possibile avere una certa linearità delle lesioni dovuta al fatto che la cimice può non consumare tutto il suo pasto in una volta sola, ma dopo averci attaccato e succhiato il sangue, si sposta in una zona vicina e poi in un’altra ancora, con un andamento lineare.



Il più delle volte le papule che si formano sono molto pruriginose, durano più a lungo di quelle delle zanzare e non presentano al centro un punto rosso, come avviene per le punture delle pulci.



Ma tutto ciò non è assolutamente esaustivo, occorre perciò ricercare tracce del loro passaggio e della loro esistenza: quindi trovare degli esemplari, vivi o morti, oppure macchie fecali, uova o residui delle loro mutazioni.

La “sanificazione” comprende, oltre alle operazioni di pulizia, anche le operazioni di disinfezione e risciacquo.

La disinfezione comporta la distruzione mirata dei microrganismi patogeni anche se non assicura l’eliminazione della totalità dei microrganismi.

Ad esempio le spore batteriche, i micobatteri, molti virus sono resistenti alla maggior parte dei disinfettanti.

Nelle operazioni di sanificazione rientrano anche gli interventi di disinfestazione e derattizzazione atti ad allontanare o eliminare animali infestanti e parassiti dagli ambienti.